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La chiesa di Santa Maria dei Servi è una chiesa trecentesca a Montepulciano (SI). Presenta la facciata a capanna, con bugne regolari di travertino disposte "a filaretto" e arricchita da un portale strombato, con arco a sesto acuto sormontato da una cuspide. Gli spioventi del tetto sono ornati da una fila di archetti trilobati pensili, poggianti su mensolette. La torre campanaria in laterizi, dalle slanciate monofore affiancate da paraste, risale al ’700.
L’interno, ad un’unica navata, venne ristrutturato tra la fine del ’600 e gli inizi del ’700: i lavori iniziarono nel 1701, con il rifacimento dell’altar maggiore nel 1702, e furono completati nel 1712. Andrea Pozzo realizzò il disegno per gli stucchi che ornano le superfici, ma probabilmente senza seguirne il cantiere. Vi sono conservati un affresco con la Madonna della Santoreggia, di scuola senese del XIV secolo, una Madonna col Bambino attribuita alla scuola di Duccio di Buoninsegna e un Crocifisso trecentesco ad affresco.
La chiesa del Gesù si trova a Montepulciano. Fu iniziata nel 1691 da Giovan Battista Arrigoni (architetto di origine forse milanese) in forme barocche e venne poco dopo rinnovata su disegno di Andrea Pozzo, per essere infine completata attorno al 1730 da Sebastiano Cipriani, senese. Un allievo del Pozzo, Antonio Colli, dipinse, all’interno, le finte architetture degli altari laterali e gli affreschi del cupolino.
Da segnalare anche quattro statue in stucco del senese Bartolomeo Mazzuoli.
La Cattedrale di Santa Maria Assunta è il Duomo di Montepulciano. La Cattedrale venne edificata tra il 1594 ed il 1680 e solennemente consacrata nel 1712. Per erigerla fu abbattuta la vecchia pieve di Santa Maria, i cui diritti plebani, acquisiti intorno all’anno Mille, derivavano da un’antica chiesa posta fuori delle mura castellane, dove è oggi il Tempio di San Biagio. Il progetto venne affidato all’architetto orvietano Ippolito Scalza.
L’unica struttura superstite dell’antica pieve è la massiccia torre campanaria in conci di travertino e laterizi, costruita nel terzo quarto del Quattrocento da Iacomo e Checco di Meo da Settignano. La parte apicale, denotata dalle slanciate bifore campanarie, non venne mai ultimata. Nella stessa sorte è incorsa la facciata, mentre i fianchi, terminati da un rivestimento a mattoni e conci di travertino, sono movimentati da paraste tuscaniche tra cui si inseriscono archi a tutto sesto.
All’interno l’ordito architettonico, di chiara ascendenza fiorentina, risulta austero ed elegante per la nitidezza delle superfici ad intonaco che si alternano ai paramenti murari in conci di pietra. La pianta è a croce latina divisa in tre navate da possenti pilastri sorreggenti archi a tutto sesto. Nella navata centrale, nei transetti e nella scarsella absidale, rilevate trabeazioni sostengono una volta a botte; all’incrocio dei due corpi ortogonali i pennacchi angolari sostengono il tamburo (architettura) su cui si imposta la cupola. Le navate laterali sono coperte da volte a crociera; sulle pareti, in corrispondenza di ogni campata, si aprono cappelle voltate a botte. A un pilastro di destra è addossato il pulpito sorretto da colonnine ioniche.
I vasti spazi del tempio sono ornati da un ingente numero di opere d’arte. Alcune provengono dall’antica pieve e da altre chiese poliziane. Tra queste si ricordano il monumentale trittico dell’Assunta, dipinto da Taddeo di Bartolo nel 1401, che troneggia sull’altare maggiore; il piccolo dipinto quattrocentesco su tavola denominato Madonna del Pilastro, realizzato da Sano di Pietro; il trecentesco fonte battesimale attribuito a Tino di Camaino ed il retrostante altare dei Gigli in terracotta invetriata policroma, creato verso il 1512 da Andrea Della Robbia, che incornicia un piccolo bassorilievo marmoreo dell’ultimo quarto del Quattrocento; le statue lignee policromate dell’Angelo annunziante e della Vergine annunziata, opera di Francesco di Valdambrino; la cinquecentesca tavola con il Redentore di Bartolomeo Neroni detto il Riccio; la tela effigiante San Sebastiano, opera del Seicento fiorentino; nella cappella del Sacramento, la tela dipinta nel 1830 da Luigi Ademollo.
Il quattrocentesco monumento funebre in marmo di Carrara di Bartolomeo Aragazzi fu realizzato da Michelozzo; oggi il monumento è diviso in sette frammenti murati in luoghi diversi: due statue ed il fregio con putti e ghirlande sono ubicate sull’altare maggiore; la sua demolizione avvenne nel secondo decennio del Seicento, quando venne effettuata la trasformazione degli altari e delle cappelle; nei primi del 1800 vennero sottratti due angeli che oggi si conservano al Victoria and Albert Museum di Londra; l’attuale sistemazione risale al 1815. Il grande organo ubicato sulla cantoria semicircolare dell’abside venne inaugurato nel 1839. Nei locali della sacrestia e nella sala capitolare si conserva un importante nucleo di arredi sacri e di dipinti, riferibili a varie epoche.
Il convento di San Francesco si trova nel centro storico di Montepulciano. Di origine duecentesca, fu ampliata nel XVII secolo dai Francescani. è ancora identificabile l’ingresso della chiesa originaria che comprendeva l’attuale transetto. Il parato esterno è a mattoni con inserzioni di conci di travertino e pietra tufacea. La scarsella absidale ha al centro una grande arcata gotica tamponata.
Sul fianco sinistro si erge la torre campanaria; su quello destro sono posti il portale gotico, l’ingresso principale e i resti di un pulpito.
L’interno è a croce latina ad una navata. La scarsella absidale è affiancata da due cappelle decorate da stucchi ed affreschi della seconda metà del ’500. In una cappella si trova un affresco con la "Madonna col Bambino e santi" di scuola senese del XIV secolo. Attualmente la chiesa non è adibita al culto.
La chiesa di Santa Lucia si trova a Montepulciano. Il progetto della chiesa, costruita nel 1653, è attribuito a Flaminio del Turco. L’estrosa facciata in travertino, divisa in due registri tripartiti, unisce a stilemi strutturali e ornamentazioni tardomanieristiche un’esuberanza compositiva cara al barocco romano. Particolarmente scenografico è il portale, incorniciato da colonne dal capitello ionico festonato, i cui stipiti sono ornati da orecchie a voluta da cui discendono grandi pendoni di frutti.
Nell’interno ad una sola navata si conservano un cinquecentesco Crocifisso ligneo di Giovan Battista Alessi, i Santi Girolamo, Margherita, Lorenzo, Agnese di Gaetano Perpignani e la Madonna in trono col Bambino di Luca Signorelli. Sotto la chiesa vi sono tracce di un edificio risalente al XII secolo.
La chiesa di Sant’Agostino si trova a Montepulciano. Fondata nel 1285, fu completamente ristrutturata nel XV secolo, con l’intervento di Michelozzo di Bartolomeo per la realizzazione della parte bassa della facciata, scandita da lesene scanalate, sovrastate da nicchie che inquadrano il portale, nella cui lunetta è un rilievo in terracotta con la "Madonna e i Santi Giovanni Battista e Agostino".
La parte superiore della facciata è stata realizzata successivamente. I restauri eseguiti nel 1784-1791 hanno modificato l’impianto originale, del quale resta l’unica navata. All’interno, una "Resurrezione di Lazzaro" di Alessandro Allori, un "San Bernardino" di Giovanni di Paolo, un "Crocifisso" ligneo policromo di Antonio da Sangallo, una "Crocifissione" di Lorenzo di Credi
La chiesa di Sant’Agnese si trova a Montepulciano. Eretta dal 1306 per volere della poliziana Agnese Segni, alla fine del ’600 fu radicalmente ristrutturata.La facciata conserva il portale trecentesco mentre le altre parti ornamentali vennero realizzate nel ’900. La torre campanaria in mattoni risale agli inizi del ’700.L’interno a navata unica conserva un affresco trecentesco con la "Madonna col Bambino" della scuola di Simone Martini, un "Crocifisso" in legno di scuola renana del ’200, "San Michele Arcangelo sconfigge il demonio" di Francesco Curradi (fine ’500), un affresco con la "Madonna del latte" di scuola senese della metà del ’400.Sull’altare maggiore si conserva il corpo della santa domenicana. Nella sagrestia e nei locali del santuario sono contenute numerose testimonianze della santa.
La Chiesa di San Biagio (chiamata per la sua monumentalità anche Tempio) si erge isolata alle pendici del paese di Montepulciano. L’edificio, summa degli studi rinascimentali sulla pianta a croce greca applicata agli edifici di culto cattolici, fu realizzata da Antonio da Sangallo il Vecchio, il quale ebbe come immediato modello la basilica di Santa Maria delle Carceri a Prato, progettata una generazione prima a Prato da suo fratello Giuliano da Sangallo. La stessa pianta, derivata da alcune opere di Filippo Brunelleschi, venne applicata al progetto originario di Bramante e Michelangelo per la Basilica di San Pietro o la chiesa di Santa Maria della Consolazione di Todi, di paternità incerta.
L’edificio tardorinascimentale venne edificato sul luogo dove sorgeva un’antica pieve di origine paleocristiana dedicata a Santa Maria e successivamente, dopo il trasferimento dei diritti plebani, intorno all’anno Mille, entro le mura castellane, a San Biagio. Agli inizi del Cinquecento si conservavano della pieve solo alcuni resti; in un muro si trovava ancora un affresco con la Madonna col Bambino e San Francesco, opera del Trecento senese, a cui nel 1518 vennero attribuiti eventi miracolosi.
Il popolo poliziano decise di erigere una nuova chiesa affidando l’incarico ad Antonio da Sangallo il Vecchio. Questi progettò un imponente edificio a pianta centrale e l’ambizioso progetto venne sostenuto da papa Leone X, che era stato educato da Agnolo Poliziano, nativo proprio della cittadina toscana.
La costruzione del tempio a croce greca, dalle superfici in travertino, si protrasse sino al 1580 ed i lavori vennero diretti, dopo la morte del progettista, da altri sovrintendenti. Le ponderate volumetrie sono articolate da scansioni euritmiche, così come sono disposti i numerosi elementi ornamentali - paraste, semicolonne, nicchie, timpani, mensole, oculi - che danno vita ad un vero e proprio catalogo dell’estetica rinascimentale.
La facciata, il cui schema compositivo si ripete, con qualche variante ornamentale, sulle altre due laterali, è divisa in due registri da una marcata trabeazione dal fregio a triglifi e metope che percorre tutto il perimetro del tempio; in quello inferiore è collocato il portale su cui è inciso l’anno di fondazione del tempio; in quello superiore, con al centro una finestra, la superficie è movimentata da cinque specchiature rettangolari. Sul secondo registro si imposta l’ampio frontone triangolare nel cui centro si trova un occhio circolare. Il prospetto è affiancato sul lato sinistro dalla svettante torre campanaria a più registri, densi di elementi plastico-decorativi, terminante in una cuspide piramidale. Il progetto prevedeva l’erezione di due simmetrici campanili, dei quali solo uno fu portato a termine.
La chiesa di Santa Maria delle Grazie si trova a Montepulciano. La facciata della chiesa è preceduta da un porticato a tre arcate eseguito su progetto, come tutta la fronte, di Ippolito Scalza. L’interno, ad aula unica, presenta una decorazione a ricchi stucchi dorati del Settecento. Da ricordare una terracotta invetriata attribuita ad Andrea e Giovanni della Robbia con il Padre eterno, santi e angeli, che racchiude un affresco della seconda metà del Trecento e ha ai lati due statue, con l’ Annunziata e l’ Arcangelo Gabriele, in terracotta invetriata di fattura robbiana. Sul terzo altare di sinistra è collocata una tela con Sant’Elena, eseguita nel 1632 da Bartolomeo Barbiani.
Da notare l’organo con canne di cipresso del XVI-XVII secolo dentro una cassa settecentesca intagliata e dorata.
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